Telemarket, la ricetta di Ruzic
martedì 24 maggio 2011 - 07:59
"Dobbiamo imparare a dare tutti il massimo, in ogni partita"
L’avvio di stagione era stato super, con il line up godese annientato alla prima giornata. Poi, però, con Parma e Novara erano arrivate le prime avvisaglie di difficoltà, segnali che contro San Marino e Nettuno si sono manifestati in maniera molto più evidente, tanto da far gridare a qualcuno che Dushan Ruzic non fosse un lanciatore all’altezza dei Pirati. Ma ai critici il pitcher australiano ha subito risposto sul campo, lanciando sei ottime riprese contro il Grosseto prima dello sciagurato settimo inning che è costato la sconfitta alla Telemarket.
“Nelle ultime settimane ho lavorato parecchio col pitching coach Catanoso, che mi ha aiutato a correggere i miei difetti – afferma il nativo di Darwin – Adesso mi sento bene fisicamente e in piena forma, e per questo sono fiducioso per il prosieguo del campionato. Il baseball è un gioco di squadra e in garauno col Montepaschi anche l’attacco ha le proprie responsabilità per la sconfitta. Per vincere, infatti, c’è bisogno dell’apporto di tutti. In fondo, quando questa formazione si esprime al massimo, non è inferiore a nessuno, perché il talento non le manca di certo”.
Prima di giovedì scorso, però, stavi attraversando un periodo molto difficile.
“Quello italiano è un campionato sicuramente superiore a quello olandese, con dei battitori molto più forti. E’ la mia prima stagione in una lega di questo livello e mi sto adattando a questa nuova realtà. Siamo al termine del girone d’andata, è vero, però credo che ci sia ancora del tempo per crescere e dimostrare il mio valore. Questo è un discorso che deve valere, però, per tutta la squadra, che dovrà essere brava a migliorare e a giocare un buon baseball nei momenti veramente decisivi. Siamo un gruppo molto più forte e consistente di quanto non abbiamo fatto vedere fino ad ora e dobbiamo continuare a lavorare per provarlo. Se monte di lancio, difesa e attacco riusciranno a dare il massimo tutti e tre insieme, infatti, poi verranno anche i risultati”.
Contro il Grosseto sei tornato a lanciare come sai: che cosa è cambiato?
“Ho lavorato sulle piccole cose e su quegli aspetti che non mi consentivano di esprimermi come avrei voluto. Il primo a dispiacersi per le sconfitte sono io in prima persona e non nego di essermi chiesto, dopo il ko di Nettuno, che cosa mi fosse capitato per lanciare così male. E’ la prima volta che affronto queste squadre e ho dovuto cambiare il mio approccio. Contro la Danesi, per esempio, all’inizio lanciavo troppi strike e ho pagato questa strategia a caro prezzo. Dal terzo inning, in poi, però, non ho più concesso punti. Anche giovedì scorso sono partito un po’ a rilento, poi piano piano ho preso confidenza e sono cresciuto. Ecco, il mio obiettivo è quello di essere al top dal primo all’ultimo lancio”.
A volte il line up non vi è troppo d’aiuto.
“E’ logico che se l’attacco facesse subito qualche punto, per noi lanciatori la gara diventerebbe un po’ più in discesa. Al contempo, però, so che io devo dare il meglio di me stesso, al di là che segniamo zero o trenta punti. Sulla carta, abbiamo un line up molto forte ma che, purtroppo, per un motivo o per l’altro non è ancora riuscito a essere continuo. Come ho già detto in precedenza, quando ogni reparto girerà al meglio, potremo finalmente ritagliarci quelle soddisfazioni alle quali possiamo ambire. In fondo, il potenziale non ci manca”.
Da giovedì vi aspetta la capolista Bologna.
“Sarà un turno difficile ma garauno si disputerà in casa nostra e farò di tutto per dare una gioia ai nostri tifosi”.
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