Pirati, c'è anche DiFelice
giovedì 03 maggio 2012 - 19:36
L'ex Major si è unito ieri ai nuovi compagni. Mancano ancora da risolvere dei piccoli dettagli e poi sarà ufficialmente un giocatore del Baseball Rimini. "Qua per una scelta di vita"
Restano da risolvere ancora gli ultimi dettagli burocratici e poi Mark DiFelice sarà ufficialmente un giocatore del Baseball Rimini. Il pitcher originario della Pennsylvania, giunto in Italia nel primo pomeriggio di martedì, si è subito unito ai nuovi compagni e quando avrà completato tutta la documentazione necessaria per ottenere il passaporto italiano, potrà finalmente esordire con la casacca neroarancio.
“Già, sarebbe bello farlo subito in un appuntamento sentito come il derby con il San Marino – ammette l’ex Brewers – ma so che è molto difficile, per cui credo di dover attendere la prossima settimana. Di certo, mi sarebbe piaciuto giocare con i Pirati dalla prima giornata”.
Sulle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta della società di via Monaco, DiFelice non ha dubbi: “Dentro di me, ho ancora una grande voglia di giocare a baseball, ma alla mia età e dopo una lunga carriera alle spalle, con più di dieci stagioni spese nelle Minors, durante l’inverno mi sono trovato davanti a delle scelte: o restare in Major League oppure provare nuove esperienze. Non avendo avuto più offerte in Grande Lega, e non volendo più tornare in Minor League, ho deciso di venire a Rimini. Tra l’altro ho avuto modo di conoscere qualcosa del baseball italiano durante il World Baseball Classic del 2009 e mi sono trovato davvero bene con gli azzurri. E così ho pensato che fosse giunto il momento di vivere questa nuova avventura, per misurarmi con qualcosa di diverso da quello che ho vissuto finora”.
Sino allo scorso anno lanciavi in Major League, mentre qui troverai un livello necessariamente più basso. Dove troverai gli stimoli per dare sempre il meglio?
“Nell’amore che ho verso questo gioco. Non mi interessano infatti il nome della lega, il livello o il numero di persone sugli spalti, io voglio semplicemente fare bene per me e per la mia squadra”.
Nel 2010 sei rimasto fuori per l’intera stagione a causa di un infortunio. Adesso come stai?
“Mi sono operato alla spalla al termine del campionato 2009 e per questo motivo, insieme a quello di non essere più giovanissimo, credo di essere stato lasciato fuori dal giro della Major. Comunque ora mi sento molto bene fisicamente e durante quest’ultimo periodo mi sono tenuto in forma lanciando in una lega semiprofessionistica negli Stati Uniti. Sono salito sul monte anche la scorsa domenica”.
Che cosa ti aspetti da questa nuova esperienza?
“Per me il baseball è soprattutto divertimento, e per questo voglio continuare a divertirmi, sempre rendendomi utile alla squadra e dando il mio contributo per la vittoria. E poi sarà l’occasione per conoscere alcuni miei parenti che abitano vicino a Teramo, da dove proveniva anche il mio bisnonno”.
Hai debuttato in Major a 32 anni, hai qualche rimpianto per non esserci arrivato prima?
“Purtroppo nei dieci anni trascorsi in Minor League non mi è stata mai data la possibilità di salire di livello, ma sapevo che prima o poi un’opportunità sarebbe comunque arrivata. E così ho aspettato la mia occasione, aggiungendo al mio bagaglio tecnico un altro tipo di lancio, in modo da essere ancora più efficace. Dopo tanta gavetta, è arrivata finalmente la chiamata dei Brewers, con i quali ho esordito in Major nel 2008. Credo di essermi sempre comportato bene quando sono stato chiamato in causa e questo mi basta per essere soddisfatto della mia carriera”.
Con i Pirati verrai presumibilmente impiegato come rilievo, in una o, qualora si rendesse necessario, pure in due gare.
“Quello del ruolo non è un problema, perché ho esperienza sia come partente che come rilievo. Mi metto a disposizione del manager e sono pronto a dare una mano là dove serve”.
Conosci qualcuno dei tuoi nuovi compagni?
“Sì, Santora e Chiarini. Di quest’ultimo ricordo molto la fantastica presa in tuffo al Classic contro il Venezuela, anche perché in quel momento stavo lanciando proprio io”.
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