Spinelli, è un ritorno all'antico
lunedì 25 giugno 2012 - 17:12
"Nelle giovanili ho sempre giocato in prima base, è un ruolo che mi piace parecchio"
Per lui si tratta quasi di un ritorno all’antico, ma in un tempo neppure troppo lontano visto che, in fondo, ha ancora solo 27 anni. Perché per Giuseppe Spinelli quel cuscino di prima base difeso così bene da quando Catanoso glielo ha affidato rappresenta tutt’altro che una novità, proprio come confermato dal diretto interessato.
“Già, è un ruolo che ho sempre ricoperto nelle giovanili, fino al primo anno di juniores – ammette l’ex Torre Pedrera – Poi, però, in squadra si è creata la necessità di ricevere un certo Maestri e da quel momento è iniziata la mia carriera da catcher, proseguita poi anche all’Accademia di Tirrenia. In IBL ho quasi sempre giocato da ricevitore ma in Australia, per esempio, difendevo spesso il sacchetto di prima base, per cui, quando Catanoso ha provato questa nuova soluzione, non mi sono fatto cogliere impreparato”.
Altroché, stai facendo vedere delle ottime cose.
“Beh, devo ammettere di trovarmi molto bene. All’inizio, però, mi ci è voluto un po’ di tempo per riprendere confidenza con tale ruolo, perché richiede una visione del gioco e una concentrazione diversi rispetto al ricevitore. Stare dietro il piatto di casa base richiede infatti un’attenzione costante, lancio dopo lancio, mentre in prima base si ha più tempo per pensare”.
Alla fine ti ritrovi spesso a giocare tre partite.
“E infatti ho le gambe a pezzi al termine di garatre! A parte gli scherzi, sono molto contento e cerco sempre di ripagare la fiducia posta in me. A volte mi capita di fare delle vere e proprie ‘spaccate’ per prendere le assistenze dei miei compagni, ma ho imparato da piccolo grazie al karate e ormai ci ho fatto l’abitudine”.
Non solo difesa, però: contro il Novara hai chiuso con un gran 6/10 nel box, condito da 6 rbi e un paio di doppi. Davvero niente male.
“E’ andata bene, ma credo che sia fondamentalmente una questione di allenamento. A volte può andare bene, altre male, l’importante è continuare a lavorare con impegno e costanza. E poi ci vuole anche una bella dose di fortuna. Sono molto soddisfatto, non lo nego, ma lo sono soprattutto per aver dato una mano alla squadra. Questo, infatti, era un week end fondamentale per noi, perché ci ha dato la certezza di disputare i play off dopo il campionato deludente dello scorso anno. Da qui al termine della regular season mancano ancora due giornate importanti, nelle quali dovremo raccogliere il massimo”.
Tornando un attimo al trittico contro i piemontesi, avete fatto più fatica del previsto per spuntarla, in particolar modo nelle due sfide del sabato.
“Beh, in garauno Duarte non ha lanciato affatto male, ma noi abbiamo avuto il grosso merito di restare sempre concentrati e determinati sul nostro obiettivo, ovvero vincere. Nelle altre due, invece, ci siamo ritrovati a rincorrere ma non credo che abbiamo dovuto aspettare di finire sotto nel punteggio per svegliaci nel box. Più che altro penso che si sia trattato di trovare il giusto ritmo e gli aggiustamenti necessari per esprimere tutto il nostro potenziale. In fondo, nel line up abbiamo giocatori di grande esperienza e talento, i quali aiutano anche noi, che magari ne abbiamo di meno, a entrare in partita e a dare il nostro contributo”.
Dopo la pausa, vi aspetterà subito il derby con la T&A che varrà il primato in classifica.
“Sarà bello scendere in campo per una serie così importante, sia perché le sfide contro San Marino non sono mai partite come le altre, sia perché la T&A è una gran bella squadra e lottare contro di lei per il primo posto regala delle splendide sensazioni”.
Foto: Cortesia di Andrea Morolli/SKCS
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